Imaging di II livello: La Risonanza Magnetica

Webmaster Italiaonline • 1 marzo 2023

La risonanza magnetica (RM) è una metodica diagnostica in grado di generare dettagliate immagini anatomiche tridimensionali senza esporre il paziente a radiazioni pericolose per la sua salute.

Per la scansione il paziente viene fatto sdraiare su un lettino che scorre all’interno dell’apparecchio, fatto a tunnel (nel caso del macchinario chiuso). La scansione può richiedere del tempo, durante il quale il soggetto deve rimanere fermo, nonostante il forte rumore generato (sono forniti tappi auricolari), ma è assolutamente indolore e privo di qualsiasi invasività.

Una scansione RM dura tipicamente da 20 a 90 minuti, secondo la parte (o le parti) del corpo studiata.
L’esame è particolarmente indicato per lo studio di parti non ossee o dei tessuti molli del corpo.
Dà informazioni diverse dalla TAC, perché non impiega le radiazioni ionizzanti nocive dei raggi X. Encefalo, midollo spinale e nervi, come pure muscoli, legamenti e tendini, sono molto più evidenti attraverso la risonanza che non su quelle radiologiche e TAC.

Alcuni esami richiedono la somministrazione del mezzo di contrasto, che permette di visualizzare più chiaramente e con maggior dettaglio alcuni tessuti e vasi sanguigni.

In questo caso per l’iniezione del mezzo di contrasto il tecnico inserisce una piccola cannula endovena in un braccio. L’iniezione può dare una momentanea sensazione di freddo, bisogna comunque segnalare al tecnico eventuali dolori o fastidi.

In caso di domande, non esitare a porle al personale tecnico.
Sarà comunque essenziale informare lo staff di qualunque precedente reazione allergica o di problemi di coagulazione prima dell’iniezione del mezzo.

La risonanza magnetica aperta è un modello aperto sui lati, che sostituisce l’abituale tubo chiuso a un estremo; non circonda quindi completamente il paziente. È stata sviluppata per rispondere alle necessità di soggetti in difficoltà con lo stretto tubo e i rumori della versione tradizionale e a quelle dei pazienti le cui dimensioni corporee rendono impraticabile l’approccio a tubo chiuso. Gli apparecchi aperti di ultima generazione ottengono immagini di alta qualità in molti tipi di esami, ma non in tutti.
Poiché l’RM non adopera raggi X o altre radiazioni, è la metodica di diagnostica per immagini di scelta quando sia necessario ripetere di frequente l’esame per la diagnosi o la terapia.

CONTROINDICAZIONI ALLA RISONANZA MAGNETICA:

  • Presenza di pezzi metallici intracorporei (per esempio in soggetti che hanno subito ferite da arma da fuoco o da granata
  • Presenza di impianti (pacemaker cardiaco, protesi articolare metallica, stent o impianti cocleari), dispositivi esterni (pompa esterna da insulina, tutore brachiale o la medicazione di una ferita) o dispositivi medici accessori (ventilatore, monitor...)
  • Alcuni inchiostri usati per i tatuaggi contengono residui metallici, anche se la maggior parte è compatibile con l’esame RM. Durante l’esame, informare subito il tecnico in caso di fastidio o senso di calore in corrispondenza del tatuaggio.
  • Benché non siano stati dimostrati effetti sul feto, si raccomanda che la risonanza sia evitata in via precauzionale in gravidanza, specialmente nel primo trimestre quando gli organi fetali si stanno formando e i mezzi di contrasto, se impiegati, potrebbero entrare nel circolo fetale.
PREPARAZIONE ALL'ESAME DI RISONANZA MAGNETICA:
Il giorno dell’esame il paziente può bere, mangiare e assumere farmaci come al solito, a meno di diverse istruzioni specifiche.
In alcuni casi (esempio per l'esame di risonanza magnetica con mezzo di contrasto), può essere necessario effettuare una preparazione all'esame che sarà specificata al momento della prenotazione dell'appuntamento.

Poiché la risonanza genera campi magnetici è importante rimuovere qualunque oggetto metallico dal corpo, compresi:
  • orologi
  • gioielli
  • piercing
  • dentiere
  • protesi acustiche

Secondo l’area corporea da esaminare, può essere necessario indossare un camice fornito dal personale tecnico durante la procedura.

22 ottobre 2026
Un esame per la diagnosi dei disturbi del sonno La polisonnografia è un esame diagnostico non invasivo che consente di studiare il sonno e individuare eventuali alterazioni della respirazione e di altri parametri fisiologici durante la notte. È particolarmente indicata per la diagnosi della sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) , una condizione caratterizzata da ripetuti episodi di riduzione o interruzione del flusso respiratorio durante il riposo notturno. Quando è indicata? La polisonnografia può essere consigliata in presenza di: Russamento intenso e abituale. Sospette pause respiratorie durante il sonno. Sonnolenza eccessiva durante il giorno. Risvegli frequenti e sonno non ristoratore. Stanchezza persistente al risveglio e difficoltà di concentrazione. Sospetto di altri disturbi respiratori del sonno. Come si svolge l'esame? Durante la registrazione vengono utilizzati appositi sensori non invasivi per rilevare, in base al tipo di esame, il flusso respiratorio, i movimenti del torace e dell'addome, la saturazione dell'ossigeno nel sangue e la frequenza cardiaca. Nello studio polisonnografico completo possono essere registrati anche l'attività cerebrale, i movimenti oculari e il tono muscolare, per analizzare le diverse fasi del sonno. L'esame viene eseguito durante il riposo notturno, a domicilio. Perché è importante? La corretta identificazione dei disturbi del sonno permette di orientare il percorso diagnostico e terapeutico più appropriato. In particolare, riconoscere le apnee notturne è importante perché, se non trattate, possono compromettere la qualità della vita e associarsi a un aumento del rischio cardiovascolare. I risultati vengono analizzati dal medico specialista e interpretati in relazione ai sintomi ed alle condizioni cliniche del paziente. Informazioni e prenotazioni Per informazioni sulla polisonnografia e sulle modalità di esecuzione dell'esame, contatta il Centro Sanitario Perri . Il nostro personale è a disposizione per fornire indicazioni sul servizio e sulle modalità di accesso alla prestazione.
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